mercoledì 1 dicembre 2010

DAL LATO OCCIDENTALE DELLE COSE

Comprendo appena la ragione stessa del mio canto.
...

giovedì 11 novembre 2010

LABILE

La domanda è una domanda di senso.
E intanto il viaggiatore viaggia.

Il treno è vorace sulla ferrovia.
Il mondo scorre attorno.
E schiaccia il viso sul finestrino,
ma lui non piange.
Ascolta il vento
buttandogli dentro parole,
in una lingua strana.

La domanda è una domanda di senso.
E la risposta è accartocciata
sopra una panchina,
di notte quando è buio.
Negli stracci,
che hanno preso l'odore dei rifiuti.
Nei rifiuti che anche tu, distrattamente,
gli hai calato nella mano sporca,
mentre col telecomando toglievi l'antifurto.

La domanda è una domanda di senso.
Proprio a te che non sai mai rispondere
e nemmeno quella volta che lei
ti ha chiesto se l'amavi.
Proprio a te che dimentichi i nomi della gente
ed hai un abbonamento annuale
alla rivista dei consumi.

La domanda è una domanda di senso.
A te che ogni giorno metti i voti
e decidi per il sì o per il no.
A te che tracci righe sui fogli incerti
e negli anni non hai imparato a disegnare.

La domanda è una domanda di senso.
E la risposta dev'essere composta,
seria ed approfondita.

Ragiona e scava.
Scava e ragiona.

Il vento solleva gli stracci,
mentre la tua rivista finisce tra i rifiuti.

Svelto.
Con la tua penna rossa tracciati un confine
e tiraci dentro tutte le risposte,
quando le avrai trovate.

L'orizzonte che hai di fronte agli occhi
è ora rosso d'inchiostro e l'hai tracciato tu.
Tiraci dentro tutte le risposte, che aspetti?
Fallo prima che il sole scompaia
ed il cielo torni al suo colore.

martedì 9 novembre 2010

IL PANE CALDO DELLA SERA

Time out.

Ripieghi la tovaglia a fiori.
Un gesto che conclude.
Le voci sono spente.
La testa si svuota.
Nulla da dire a quel silenzio,

che è un buon amico
ma da tenere a bada.


La mano fruga nella credenza,
tra la collezione di farine.
Una te l'ha spiegata la tua amica Anne...
Ti piace scegliere e non hai fretta.
Piano la apri. Piano la versi.

La polvere bianca che si fa attorno.
Il rumore del frigo. Il colore del latte.
(Il latte lo assaggi sempre).
I granelli di zucchero e il sapore del sale.
Il cucchiaino s'impasta di burro.
E per ultimo, il lievito. Acido.

Sei sola e ti muovi come un gatto.
Nessuno ti sente.
Magari non esisti.
Sorridi, sorniona.

Forse la felicità è fragrante.

http://www.youtube.com/watch?v=EpfRZUWr0eE

lunedì 1 novembre 2010

BECAUSE THE NIGHT

Perché la notte è scura e senza tempo.
Perché la notte è il posto dove sognare.
Perché la notte è il posto dove definitivamente dannarsi l'anima.
Perché la notte è il posto giusto per amare.
Perché nella notte, noi, respiriamo.
Perché nella notte, noi, ritroviamo.
Perché nella notte, noi, ci abbandoniamo.
Temporaneamente.
O eternamente.
Una volta per tutte.

Perché la notte ci permette di sopravvivere.
(a noi stessi)

http://www.youtube.com/watch?v=MSUgWCHpmHM&feature=related

sabato 30 ottobre 2010

MAGARI

Magari la ragazza era là,
che aspettava il treno e lui si è avvicinato.
Magari non era neppure il suo tipo.
Magari era solo un po' più fragile in quel momento.
Lui si è avvicinato
e se fosse accaduto il giorno prima,
magari nulla sarebbe cambiato.
Ma il giorno era proprio quello giusto.
Lui lo sapeva, eh eh.
Magari la ragazza si è inceppata su un sms,
che proprio non riusciva a concludere
e poi ha alzato lo sguardo.
Ma era solo per avvistare il treno.
Lui ha colto l'attimo, perché era da prima
che lui l'aveva notata quella ragazza lì.
Lui le ha incrociato lo sguardo
e le si è conficcato negli iridi.
Glieli ha tagliati e ci si è infilato dentro.
Le si è tatuato nel cervello.
Non era pronta, lei.
Non si è potuta difendere, lei.
Un'aggressione oculare.
Acchiappata. Presa. Intrappolata.
E poi la cosa è andata avanti.
Come?
Il finale è vostro.
Fate pure.

La gente che si sceglie, chissà perché lo fa.


lunedì 25 ottobre 2010

LOVE TO BE LOVED


And did you get what
you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to feel myself
beloved on the earth.
(Raymond Carver)

http://www.youtube.com/watch?v=P0UyRZWSyiU&feature=related

mercoledì 20 ottobre 2010

OGGI

Quante domande ti sei posto?
E quante risposte hai avuto?
Hai provato a non pensarci, lo so.
E, a tratti, ci sei anche riuscito.
Ma è soltanto una tregua.
Lo sai.
Ne metti di giorni in fila così.
Ne metti tanti e ti diventano anni, decenni.
C'è questa cosa del corpo che invecchia
e non l'avevi considerata.
Nella teoria, sì.
Ma viverlo è profondamente diverso.
E poi le cose che ti sfuggono. Quelle che dimentichi.
E, invece, tu vorresti trattenere tutto.
Ricordare.
Prendi appunti su un inutile calendario.
Tieni un'agenda.
Il tempo è una cosa strana.
Ti passa addosso e ti devasta, ma tu non senti nulla.
Non te ne accorgi.
Il tempo ti porta via tutto, pian piano.
Ti lascia soltanto le domande.