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domenica 27 dicembre 2009

SEI UNA GAZZA

La carta l'hai stracciata in meno di un secondo. T'è bastato un mezzo centimetro scoperto di imballo per indovinare cosa contenesse. Ma sei una gazza, questo lo so.
Hai quasi fatto cadere la nonna nell'impeto di un abbraccio.
Mi hai fatto un sacco di domande, comprese quelle per cui mi mancano ancora le risposte.
Mi devi dare un po' più di tempo, questo lo sai.
Hai infilato una mano tra i miei capelli, mentre ti abbottonavo la camicia, e hai toccato le perle che avevo sui lobi. Quegli orecchini non li metto mai. Ti ci sei soffermato e non hai detto nulla. Li hai guardati, ma avevi anche bisogno di toccarli.
Perché tu sei così, sei una gazza.
Mi hai raccontato, invece, che hanno catturato un cane e quello ha detto: "Molto spiacente". E poi mi hai chiesto se è vero che una trappola per topi deve essere grande, o si può fare pure piccola.
Mi hai chiesto dell'acqua urlando che morivi di sete e poi ci hai soffiato dentro per fare le bolle.
Mi hai rubato l'anello con la pietra grande e lo hai nascosto nel tuo cassetto.
Mi sono arrabbiata moltissimo. E tu mi hai detto che ti piace come brilla e che da grande vuoi fare il gioielliere. Qualche giorno fa era il pescatore e, prima ancora, il taglialegna.
Il gioielliere mi sembra più probabile. Perché tu sei una gazza.
Ed io sono solo il tuo nido, questo tu lo sai.
Io pure.
(Almeno credo)